martedì 16 dicembre 2008

Rocketta in Rock (OFF)


E' in arrivo la quarta edizione di "Rocketta in Rock" OFF 2008, che si svolgerà a partire dal mese di Dicembre 2008.



La quarta edizione del festival si terrà presso il locale "Music Ugo Pub" - Corso Principe Umberto, Rocchetta Sant'Antonio.Il bando della nuova edizione è disponibile cliccando sul tasto dedicato.

L'iscrizione è completamente GRATUITA ed possibile effettuarla oltre che per posta tradizionale, anche online con una e-mail o compilando il form presente nella pagina "Contatti".
Attenzione: Tutte le band che provvedono ad effettuare l'iscrizione dovranno inoltrare in allegato via e-mail all'indirizzo rockettainrock@liberamenteonline.com almeno un brano musicale che verrà suonato durante il festival. Il peso massimo del file dovrà essere di 8 MB.
Presto saranno rese note le prime date del Festival, quindi torna presto a visitare questa pagina. Il primo premio destinato al vincitore sarà: un buono da 400 euro da spendere in attrezzature musicali o materiale inerente alla musica presso un esercizio commerciale specializzato nel settore che verrà comunicato durante le serate.
Organizzatori della manifestazione:
Associazione Culturale LiberaMente
Music Ugo Pub di Rocchetta Sant'Antonio (FG)

In collaborazione con Radio Erre
Ecco i gruppi che sono iscritti alla quarta edizione di Rocketta in Rock OFF 2008, i dati sono provvisori:

Gotha - Foggia (FG)
Claymore - Manfredonia (FG)

mercoledì 27 agosto 2008

la dea bendata...

Pubblichiamo qui di seguito i numeri vincenti della lotteria della madonna del pozzo e di san Rocco 26 agosto 2008.


  • premio - FIAT Panda 1.2 N Power Dynamic D 764
  • premio - SPEED Quad 200 E 659
  • premio - TV LCD 40" Sony Full HD C 668
  • premio - Maialino E 661


mercoledì 16 luglio 2008

Rocchetta su "Google earth"...




Oggi vi spiegherò un paio di cosette semplici semplici, cose che il 90% della popolazione "internettiana" già conosce da tempi assai lontani ma che molti, ad esempio quelli che con il computer e tutte le tecnologie ad esso correlato hanno un rapporto abbastanza ostile e diffidente non conoscono.


Google earth è una specie di mappamondo virtuale, voi lo avviate, nel campo ricerca immettete il nome di una città e quindi cliccate "invio", ecco che vi sembrerà di volare sul posto come solo superman riusciva a fare. Google earth lo trovate a questo indirizzo: http://earth.google.it/ è un programma liberamente scaricabile. Nell'ipotesi vogliate sentirvi un pò "superman" e dunque volare in giro per il globo terracqueo non vi rimane che scaricare il suddetto programma ed installarlo sul vostro computer.


Una volta installato avviate il programma (dovrebbe comparire una icona sul desktop del vostro pc) in alto a sinistra scrivete il nome di una località ad esempio (rocchetta sant'antonio) e cliccate su invio, il mappamondo comincerà a ruotare trasportandovi nel punto desiderato.
Non tutti i posti del mondo sono visibili in alta risoluzione, ma vanno via via aumentando (rocchetta non era visibile in alta risoluzione sino all'anno scorso...).


Ora proviamo a vedere altre funzioni brevevemente.
Una volta avviato il programma, nella schermata principale in basso a sinistra alla voce "livelli", c' è tutta una serie di informazioni invisibili se non selezionate (in pratica quelli di google han pensato bene di lasciare all'utente la scelta sulle cose che preferisce vedere). Andate alla voce "Galleria", cliccate sul "+" a fianco per per aprire il menu a tendina dopodichè cercate e barrate la voce "youtube" così come vi mostro nella seguente foto:




Questa scelta vi permetterà di esplorare i luoghi e di vedere i video che magari in quel determinato posto qualcuno ha pensato bene di realizzare (barrando la casella youtube, compariranno tutta una serie di icone bianco/rosse ...appunto, indicano che in quel determinato posto qualcuno ha girato un video ). Sempre durante la vostra navigazione alla scoperta dei posti nascosti della terra, potreste imbattervi in dei puntini blu, beh quelle sono invece delle foto, cliccandoci sopra potrete vederle...


Google earth mostra che a Rocchetta sant'Antonio più di qualcuno s'è già divertito a seminar foto e video...

mercoledì 4 giugno 2008

Una immensa discarica



Deliceto. Arrestati Bonassisa e altri 11 con l'accusa di disastro ambientale del vicino fiume Cervaro (per losversamento di 500mila tonnellate di rifiuti tossici provenienti dalladiscarica comunale di Deliceto) in un'area sottoposta a vincolopaesaggistico, sono stati arrestati Rocco Bonassisa e altri undici persone, tra imprenditori etrasportatori, di Bovino, Castelluccio dei Sauri, S. Agata, RocchettaSant'Antonio; per i quali è scattata l'accusa anche di associazione adelinquere. Per bonificare l'area ci vorranno 315milioni di euro.50, inoltre, le ordinanze di sequestro di beni per un valorecomplessivo pari a 6/7 milioni di euro. Le indagini sono statecoordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale diFoggia. Gli imprenditori, che operano tutti nel settore dellosmaltimento dei rifiuti avrebbero, secondo l'accusa, effettuato deilavori all'interno della discarica di Deliceto deviando, però, ilcorso del fiume Cervaro. Ci sarebbero altri cento indagati nell'ambitodell'operazione condotta dai carabinieri del Comando Provinciale diFoggia, unitamente ai militari del Noe di Bari.Questo l'elenco degli imprenditori raggiunti dalle ordinanza e che sitrovano ora agli arresti domiciliari: - Bonassisa Rocco, nato a Foggiail 04-12-1969, residente a Deliceto (Fg), Legale Rappresentante dellasocietà "AGECOS S.p.A."; - Schiavone Donato, nato a Valencia(Venezuela) il 26-11-1965, residente a Foggia, ingegnere responsabiledi cantiere, nonchè conduttore tecnico della discarica in costruzione;- Valente Gerardo, nato a Castelluccio dei Sauri (Fg) il 09-10-1964 edivi residente, Legale Rappresentante impianto frantumazione inerti'Valente S.n.c.'; - Valente Antonio, nato a Castelluccio dei Sauri(Fg) il 09-10-1964 ed ivi residente, Legale Rappresentante impiantofrantumazione inerti 'Valente S.n.c.'; - Valente Giovanni, nato aDeliceto (Fg) il 01-01-1931 e residente a Castelluccio dei Sauri, giàLegale Rappresentante 'Valente S.n.c.'; - Russo Vincenzo, nato aBovino (Fg) il 05-06-1938, residente a Foggia, professore/conduttorefondi ubicati a Castelluccio dei Sauri; - Turchiarelli Michelantonio,nato a Foggia il 05-10-1984, residente a Sant'Agata di Puglia (Fg),titolate ditta trasporti 'Ediltur S.a.s.; - Silvestri Leonardo, nato a Rocchetta Sant'Antonio (Fg) il 29-10-1969 ed ivi residente, titolareomonima ditta di trasporti; - Graniero Pasquale, nato a Foggia il26-04-1975 ed ivi residente, titolare omonima ditta di trasporto; -Picaro Donato, nato a Biccari (Fg) il 21-10-1966 ed ivi residente,titolare omonima ditta di trasporto; - Pelullo Antonio, nato aBisaccia (Av) il 06-12-1947 e residente a Cerignola (Fg), titolareomonima ditta di trasporto; - Cappiello Antonio, nato a Deliceto (Fg)il 12-02-1961 e residente ad Orsara di Puglia, titolare della ditta ditrasporto 'Non solo scavi di Cappiello Antonio & C. s.a.s.

mercoledì 21 maggio 2008

Matia Bazar a Rocchetta sant' Antonio...



A quanto pare ci saranno proprio i Matia Bazar a Rocchetta sant'Antonio a conclusione il 26 agosto 2008 a conclusione della festa patronale. Il livello degli artisti non si discute certamente ( gente che suona con meritato successo e non da ieri ), un pò di delusione però a me resta, mi piacerebbe un "cambio di marcia" che stia forse più attento alle nuove generazioni.
Mi piacerebbe vedere un Roy Paci, un Caparezza od i Sud sound system, non so forse sarà un problema di costi ( o di contenuti )...

Eccovi però i Matia Bazar, quelli dei tempi d'oro ( non vi nascondo che nel riascoltare questa canzone un brivido percorre la mia schiena: mi tornano in mente i momenti in cui questa canzone scorreva sul nastro di una vecchia cassetta nell'autoradio, in una di quelle domeniche in cui si era diretti verso il mare, da qualche parte verso Zapponeta...)


Maria Teresa Di Lascia e l'impegno per l'abolizione della pena di morte...







In caso di malfunzionamento clicca sul link:
http://www.radioradicale.it/scheda/240448/lattualita-in-archivio-le-origini-delliniziativa-radicale-sulla-pena-di-morte-il-xxxvi-congresso-dl-pr-la-

martedì 29 aprile 2008

Quel paesino del Foggiano che fece cittadino Mussolini


FOGGIA - Il consiglio comunale di Rocchetta Sant' Antonio concesse nell' aprile del 1924 la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini. E' quanto emerge da una ricerca realizzata dal titolare della cattedra di Storia moderna dell' Università di Salerno, Antonio Cestaro, e racchiusa in un libro dal titolo "Giovanni Libertazzi, un uomo una storia", edito da "Il Castello" di Foggia, che sarà presentato venerdì a Rocchetta Sant' Antonio. «Il libro - afferma Cestaro - racconta la storia di Giovanni Libertazzi, uno studioso di storia moderna originario di Rocchetta Sant' Antonio morto nove anni fa nel corso di un intervento chirurgico. E fu proprio Libertazzi, durante una ricerca storica compiuta nell' archivio centrale di Roma, a ritrovare una serie di documenti che dimostrano come il consiglio comunale di Rocchetta Sant' Antonio concesse nel 1924 la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini». La proposta di concedere la cittadinanza onoraria fu avanzata da un consigliere comunale e ufficiale sanitario del piccolo comune del Subappennino dauno, Giuseppe D' Urso, che nel 1922 fondò a Rocchetta Sant' Antonio la sezione del Fascio. «Dai documenti, però - prosegue Cestaro - non emerge cosa accadde dopo. Non sappiamo, cioè, se Mussolini si recò a Rocchetta Sant' Antonio per ricevere il titolo di cittadino onorario oppure se una delegazione del consiglio comunale si recò a Roma per consegnarglielo». Nella ricostruzione si ricorda poi che alcuni mesi dopo la decisione del consiglio comunale, il promotore dell' iniziativa D' Urso fu perseguitato. «D' Urso fu perseguitato da famiglie locali - conclude Cestaro - che riuscirono ad impossessarsi della sezione del Fascio. Per la verità più che di una persecuzione politica, nei confronti di D' Urso si trattò di una vera e propria lotta per il potere».

(Repubblica — 07 agosto 2002 pagina 8 sezione: BARI )

Il prete che fermò i Savoia una figura tutta da rileggere


Se Rocchetta Sant' Antonio nell' Ottocento non fu rasa al suolo dall' esercito regio dei Savoia lo si deve all' arciprete Francesco Piccolo, parroco del paese dal 1873 al 1907. In quegli anni i briganti avevano fatto del paese uno tra gli avamposti della lotta all' esercito regio. E dopo che alcuni soldati furono scuoiati vivi dai briganti, il generale Pallavicini decise di passare il paese per le armi. Il parroco di Rocchetta, appartenente alla famiglia più nobile e potente del paese (tuttora proprietaria del castello medioevale), riuscì a incontrare ad Atella la moglie di Pallavicini, ospite dei proprietari terrieri Saracino. Il parroco riuscì a sapere dalla donna che il generale dei Savoia nutriva pietà soltanto per i bambini. Fu così che don Francesco Piccolo attese il generale alla "Norcia", a pochi chilometri da Rocchetta, opponendogli una schiera di bambini inginocchiati. Un espediente che convinse il generale a desistere dalla rappresaglia, ma a una condizione: tenere in ostaggio il fratello del parroco per ammazzarlo se, nel giro di qualche settimana, il paese non fosse stato liberato dai briganti. Don Francesco mobilitò la popolazione, che riuscì a cacciare i briganti, e Rocchetta Sant' Antonio fu salvata dalla vendetta del generale. La figura e l' operato del prete sono ricordati in un libro sugli arcipreti-parroci di Rocchetta Sant' Antonio scritto da Virgilio Caivano. L' opera, pubblicata dalla Edizioni il Castello di Foggia, ripercorre l' opreato degli arcipreti dal secolo XVIII fino a oggi alla luce della dottrina sociale della Chiesa. - PAOLO VIOTTI

( Repubblica — 29 dicembre 2002 pagina 14 sezione: GIORNO E NOTTE )

lunedì 28 aprile 2008

il cinquecentesimo compleanno...

Salve amici, compaesani e non, ho pensato che potesse farvi piacere rivedere il video che ho girato questa estate durante i festeggiamenti del cinquecentenario del castello...

lunedì 21 aprile 2008

il "giornaletto"...


...



C'è una età in cui la curiosità per l'altro sesso diviene particolarmente preponderante.
Era spiazzante per noi ragazzini, era come esplorare un nuovo mondo, era proprio come un viaggio alla scoperta di qualcosa.
Quel pomeriggio eravamo dalle parti del "cavalluccio", dove c'era quello che sembrava un vecchio forno...

A giro senza meta come al solito, spintici un pò più in là dopo aver riempito qualche palloncino a mò dì gavettone al fontanino che è sulla via della "portella", non sapendo a chi tirarli ( ...mica si può scherzare con quello... ) abbiam finito per lanciarli sul muro di una casa ...tanto con 'sto caldo..!Abbiam pensato quindi di entrare in questa casa con la porta sfondata, sembra un vecchio forno. Tra della vecchia legna scorgo un giornalino, ci sono le "femmine nude" non faccio in tempo a prenderlo tra le mani che l'inseparabile compagno di avventure s'avvicina... Oggi siamo proprio fortunati, sai che bello vedere mò?! ...usciamo alla luce a vedere...

Quel giornalino ingiallito faceva la nostra felicità, decidemmo di sederci sulle delle scale poco distanti. Era pieno pomeriggio e col caldo che faceva eramo solo noi in giro quindi potevamo star tranquilli...

E' uno spettacolo, è strano e spiazzante ma bello vedere quello che i grandi combinano... La prima cosa che mi viene da pensare è che vorrei essere al posto loro che possono stare con queste donne bellissime, tutte bellissime, dico tutte... Guardiamo queste foto e facciamo commenti, ridiamo ed invidiamo i fortunati li ritratti, quando tutto ad un tratto ci sentiamo chiamare con un accento pesantemete torinese... Oh, cacchio le due sorelle di Torino, istantaneamente gettiamo il giornalino lontano da noi, strappando le due pagine che stavamo vedendo ( ...ah, l'avidità...! ). Mettiamo in tasca lestamente e ci dirigiamo verso di loro, ci sediamo un pò più in là e dopo aver scambiato due chiacchiere con loro... una maledetta paginetta scivola dalla tasca... E' un attimo, la maggiore delle sorelle la vede ed esclama "minchià oh, ma questa è una figa!"... Non so dove mettere la faccia, guardo il compare e lui finge di non saper nulla, che faccia di bronzo! E' evidente che ci hanno beccato oramai, figuraccia...

Qualche tempo fa qui in città. non troppo distante da dove abito adesso, vidi la maggiore delle due sorelle, totalmente cambiata ( ...diamine pensare che ci piaceva pure da piccoli... ) con prole. Non mi ha riconosciuto, io si però... ed ho ripensato a quel giorno! Fu una delle figuracce più indimenticabili...





venerdì 11 aprile 2008

Il peso di una X


Ci siamo... tra qualche ora tutti andremo a espletare un dirittoacquisito con il sangue dei nostri nonni.. non è retorica ne unripasso di storia ma realmente abbiamo una grande responsabilità...non possiamo dire "è sempre la politica sono sempre loro" ...ora laspada o meglio la matita è nel nostro pugno... quindi armiamoci ditanta responsabilità e facciamo quello che riteniamo più giusto... deldomani non vi è certezza ma gettiamo almeno le basi per poter parlaredi domani... Auguro a tutti voi di trovare in quel gesto, ossia ilvoto, il vero significato fatto non solo da interessi e promesse ma daconcreti spunti per pensare realmente a scrivere qualche pagina nuovadella storia. Ora nella solitudine della cabina elettorale non pensaredi impulso ma guarda cosa l'Italia ci propone e decidi .... avraicontribuito comunque a tentare di fare qualcosa di nuovo per il nostropaese.

martedì 8 aprile 2008

Il "cavalluccio"...


...

Vista da qui, quegli attimi di vita sembrano di una spensieratezza assoluta e di una bellezza imbarazzante. A sera andavamo infondo alla strada che portava alla "portella", ci fermavamo al nostro punto di ritrovo: "il cavalluccio"

Siamo armati di pallone "super santos" un pò sgonfio e con disegni inesistenti, ormai consumati. Facciamo quel gioco che ci aveva insegnato mio cugino grande, "il calcio tennis". Non c'è verso, sei il solito "zellone" ed un punto non è un punto se prima non lo marco due volte. Siam sul più bello, ci fan "sgomberare", 'sta macchina sportiva con l'alettone targata (MI) si parcheggia giusto nel posto in cui noi stavamo giocando. Celica, c'è scritto così dietro il portellone posteriore, è della Toyota... dò un'occhiata al finestrino e noto che il contachilometri, è strano. Non c'è scritto Km/h ma MpH ed inoltre andava solo a 160... e c'ha pure l'alettone, bah!

"il cavalluccio" era il nostro ritrovo, ma diventava pure il nostro porto franco. Insomma fino a che non era ora di cena ce ne stavamo li ad aspettare, inventandoci giochi...

E' una serata calda, ma il sole è calato e di conseguenza il venticello che qualche ora prima ti carezzava,la pelle dandoti sollievo ora è quasi fastidioso. Se stai ancora in pantaloncini e canottiera è normale... Mentre parliamo, arriva una macchina che si parcheggia proprio sulla piccola terrazza-ingresso, della grande casa che sta vicino il "cavalluccio". Una signora, là infondo dalla strada si va avanti tutta sorridente raggiungendo la macchina dalla quale esce pure una bellissima ragazzina con i capelli lunghi e scuri (noi assistiamo spettatori), la signora è sua nonna ( l'ho capito sentendo suo padre dire, in accento romano, saluta la nonna...). La signora con i capelli bianchi è proprio contenta, tanto che ci presenta sua nipote, che un pò timida ci saluta senza darci troppa attenzione. Stavolta è peggio delle altre volte, questa ragazzina conosce pure il francese...!

Avevamo appena conosciuto la ragazza più bella, la "turista" più bella.
Qualche tempo dopo sarebbero cominciate le "processioni", di ragazzini sotto casa di sua nonna...

La cotta...


...

L'estate, giù al paesino era un periodo così bello e spensierato al punto che avresti voluto essere sempre la fuori, in strada a goderti quel paese che popolandosi non sembrava nemmeno più il tuo.


Il pomeriggio è afosissimo, siam seduti sulle scale della chiesa madre e ci gustiamo il "magnum",con quel "finissimo cioccolato al latte", poco prima acquistato al ristorante sotto il castello. E' ancora troppo presto in giro non vediamo coetanei (quelli di città, quelli che venivan giù in vacanza...), fa caldissimo ma noi non siam mai stati abituati alla pennichella pomeridiana...
In giro c'è solo quel ragazzo di Milano con il "si" Piaggio, che trasporta le bombole del gas liquido,( oh, è milanese si, ma parla un dialetto quasi perfetto...).

Ce ne stavamo li su quelle scale, di solito fino a che un'idea, un nuovo gioco non ci venisse in mente, oppure gli amichetti riuscivano ad ottenere il loro "via libera" dalle loro nonne (faceva assai caldo, premura...).

Devo dire, che il magnum è proprio buono, il caldo poi scioglie il cioccolato che unito alla crema di gelato, finisce per rapire ogni tuo senso, si, fai l'amore con il sapore chiudendo gli occhi. Li riapri nel bel mezzo dell'atto amoroso col gusto: è quel ragazzo di milano che ci chiama ( ...che ci sfotte come al solito, facendoci ogni sorta di sciogli lingua... ), è in compagnia di una ragazzina, sua cugina. Oddio è bellissima.
Guardo quei suoi occhi, la sua acconciatura così sbarazzina dei suoi capelli bruni, mentre suo cugino scherzava con il mio inseparabile compagno di avventure... Prende la parola, ei e comincia a parlare in un accento milanese spiccatissimo, continua il "lavoro" di suo cugino, dialetticamente stiamo a zero noi, rimaniamo colpiti e pure stavolta ci sentiamo un pò cretini...


Diamine! Divenne immediatamente la mia prima cotta, ma non credo lo abbia mai capito...

domenica 6 aprile 2008

Aveva i capelli ricci...


Aveva i capelli ricci, era il mio vicino di casa assieme ad un'altra ragazza.
Quel soggetto dai capelli ricci però è stato il compagno di mille avventure,
quel complice con cui hai condiviso le situazioni più strane, quelle che ti
segnano, che lasciano un segno. Profondo.
Eravamo i ragazzini "padroni" della zona, c'eravamo solo noi. Incontrastati.

Ciclicamente mi ritrovo a voltarmi indietro, a guardare al passato...


E mi sembra di sentire sulla pelle lo stesso calore di quei bellissimi luglio
pieni di sole, col venticello caldo che ti scompiglia i capelli mentre gusti
la succosissima pesca noce che finisce per sporcare le tue mani,
mani che poi, già sai, pulirai sul bel pantaloncino blu marine che una premurosa
donna aveva sin li abbinato con le nike bianche e blu classiche...
Non ti frega nulla di nulla, sei spensierato, continui a chiamare quello li con i
capelli ricci, stringendo 'sta pesca, tra un boccone e l'altro, ma lui tarda.
Lui tarda e non scende, ancora e ancora, anche se sua sorella affaciatasi
t'ha appena detto " mò ascenn..."

Scrutando, tra i ricordi d'infanzia eravamo sempre la, nel nostro "territorio"...

E' la solita partita a pallone "uno contro uno", nelle prime ore del pomeriggio,
in mezzo a 'sta via che in estate si popola di nuovi abitanti, dai mille accenti diversi.
Facciamo un gran casino, anche perchè tu sei solito trovare mille scuse per ogni
mio gol fatto, la trovi sempre qualcosa che non va!
E mentre giochiamo, o meglio, (..discutiamo animatamente come da prassi...),
c'è una bellissima ragazzina con occhi azzurri che s'affaccia, e ci sorprende
dal portone della casa di sua nonna porgendoci delle caramelle che accettiamo.
Ha una lucentissima chioma bionda, ha una parlantina fluente e molto più bella
di quella che può risultare la nostra. Siamo impacciati e stupiti...

...

lunedì 31 marzo 2008

Il sole che negli occhi ancora brucia


Quando il profondo sud richiama non possiamo dire no o fermarci sull'uscio... ora attraverso questo blog siamo tutti chiamati a fare un passo... a ballare e metterci in circolo come in una taranta dal respiro corto e senza fine. Siamo chiamati tutti a condividere in questo spazio ricordi e momenti in cui siamo stati stregati dal fascino del nostro paese.. che cosa c'è di più bello che riportare alla mente una bella corsa in bici fino alla fontana o una giornata al freddo a tagliare le ginestre per il falò fino al sapore dei taralli bruciati mangiati all'uscita delle scuola dietro il forno di Michele... siamo qui tutti a respirare quell'aria del sud amara e tanto travolgente... quel respiro che ci fa emozionare ma nello stesso tempo arrabbiare perchè le cose non vanno. Ci siamo e viviamo e ascoltiamo ancora cosa questa terra ha da dirci.. ritroviamo il fascino di saper assaporare le piccole cose e di ritrovare negli occhi degli anziani il segreto per riscoprire le nostre radici

venerdì 28 marzo 2008

Il bambino del Nord


Credo di incarnare molto bene la leggenda secondo cui a Torino non c'è nessuno che sia davvero di Torino. Ed è proprio questo forse l'incanto della Mia città.
Io ci sono nato, ci son cresciuto e spero di morirci ma sento così forte in me le radici del sud. Sì, perché quelle estati passate in un paesino della provincia di Foggia mi hanno formato più dell'asilo.
Perché il vero bambino della città del Nord non sa cosa significa giocare col pallone in discesa, arrampicarsi sugli alberi, correre tra i rovi, lanciarsi dai muretti, giocare sulla strada, cadere, sbucciarsi le ginocchia e rialzarsi più agguerrito di prima.
Perché il vero bambino del Nord non ha imparato a gestire l'ansia del dover contenere l'aggressività del bullo del paese che ti minaccia di dartele di santa ragione perché hai guardato la ragazzina che potrebbe diventare quella che gli darà il primo bacio.
Perché il vero bambino del Nord non ha mai giocato una partita di calcetto al Sud, in cui ogni partita è come una finale mondiale e non ci si può distrarre mai, bisogna giocare coi muscoli e col cuore, perché in una partita del calcetto al Sud si possono anche rompere delle amicizie e rovinare la reputazione.
Perché il vero bambino del Nord non è mai stato così a stretto contatto con cani randagi e non gli è mai andato vicino l'ubriacone ad urlargli con il massimo dell'accento intimidatorio che quella zona è sua.
Mi ricordo un'estate lontana. Ci si era presa l'abitudine di passarci una bici distrutta, senza freni e pedali d'occasione. Un mio amico si fece un giro e cadde rovinosamente alla fine di una discesa. Per inciso quel paese è fatto di sole salite e discese. Era il mio turno e non potevo rifiutarmi.
Mi trovai sul corso principale del paese a velocità folle e non avevo molte opzioni. Continuare dritto verso questa corso che ad un certo punto sarebbe diventato una discesa ripidissima,;buttarmi per terra lì all'istante; tentare il numero: curva a tutta velocità a sinistra verso la piazza del paese.
Scelsi la terza, curvone a velocità della luce, cercai di frenare un po' col piede, sentii la suola della scarpa che chiedeva pietà. Adrenalina all'ennesima potenza, le tempie che battevano peggio dell'hardcore, assoluta apnea. La gente mi guardava un po' con ammirazione, un po' con disprezzo, se fossi caduto mi sarei sfracellato, se avessi beccato qualcuno l'avrei sfracellato.
Un attimo e mi trovai all'interno della piazza con l'inerzia di quella folle curva che stava finendo. Sospiro di sollievo, la tensione che cominciava pian piano a scendere ai livelli di una persona sana.
Avevo superato la prova del nove. Quel giorno capii che potevo fidarmi di me stesso, del mio intuito e del mio sangue freddo.
Non avrei mai fatto una cosa del genere sulle strade del Nord.

Ricordi ( da uno scritto di due anni fa )


..la finestra è aperta, in cielo non c'è il sole, giornata grigia quella di oggi..

Ugualmente però si respira una certa allegria.. ..qui nel parco fanno i giochi della gioventù (si chiameranno ancora così?). Automaticamente penso all'estate, e penso a come sia cambiata da quando mi sono trasferito a Torino. Anche ora l'estate la trascorro a Rocchetta, ma è diverso da come era prima. Prima la vedevo nascere.. ..crescere...

In questo senso mi vengono in mente gli anni in cui facevo le medie, dove da maggio in poi vedevi la natura esplodere con i suoi colori...

Il 21 giugno.... Estate nonchè giorno del mio compleanno... da questa data in poi, anche psicologicamente cambiava tutto... ..erano davvero vacanze...!
Non dimenticherò mai quelle giornate. Io abitavo su alla Rocca, ossia la parte vecchia del paese, mi alzavo per le 08:00 e passavo a chiamare il mio compare Francesco, allora giù al bar di "Fonzie", quindi partitona al videogame "Rambo III" dunque gelato e via al campo sportivo
Nella polvere del campo fino a mezzogiorno.. tornavo a casa di colore marrone... ..e non era perchè m'ero abbronzato...!

..Estate, quante cose si potrebbero raccontare...

Più di recente mi viene in mente quando in quelle afosissime giornate di luglio verso le tre del pomeriggio in cui come al solito scendevo in piazza (.."piazzere" io ..che dovevo fare a casa..?!) ed aspettavo (speravo) di trovare qualcuno. Alle volte beccavo Fedele, con la sua cinquecento triposto (mancante del sedile anteriore destro ..e per questo era, ed è ..comoda assai..) col tettuccio spalancato.. ..ti mettevi fuori a prendere quel vento "africano" sulla faccia.. sensazioni stupende..

Fedele: Antò, vieni, andiamo a fare un giro..
Io: Ok

..non serviva aggiungere altro..!
Alle volte prendevamo un'anguria e ce ne andavamo in gruppo, a mò dì carovana, presso una delle tante fontane in giro per il paese, calavamo l'anguria in acqua e aspettavamo che si raffreddasse un pò ..e li tra amici, tra compagni di scuola.. si passava il tempo in allegria..

Ancora..

Quella volta che mi venne la felice idea, di saltare sul mio Nrg (...lo scooter...) e farmi quel centinaio e passa (non lo so..mica li contavo.. giravo e basta) di chilometri in giro per i paesini ..partii alle 14:00 rincasai alle 22:00 circa... ..praticamente mi son fermato solo per far benzina... (due volte...) ...!

ah la Rocca!