
FOGGIA - Il consiglio comunale di Rocchetta Sant' Antonio concesse nell' aprile del 1924 la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini. E' quanto emerge da una ricerca realizzata dal titolare della cattedra di Storia moderna dell' Università di Salerno, Antonio Cestaro, e racchiusa in un libro dal titolo "Giovanni Libertazzi, un uomo una storia", edito da "Il Castello" di Foggia, che sarà presentato venerdì a Rocchetta Sant' Antonio. «Il libro - afferma Cestaro - racconta la storia di Giovanni Libertazzi, uno studioso di storia moderna originario di Rocchetta Sant' Antonio morto nove anni fa nel corso di un intervento chirurgico. E fu proprio Libertazzi, durante una ricerca storica compiuta nell' archivio centrale di Roma, a ritrovare una serie di documenti che dimostrano come il consiglio comunale di Rocchetta Sant' Antonio concesse nel 1924 la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini». La proposta di concedere la cittadinanza onoraria fu avanzata da un consigliere comunale e ufficiale sanitario del piccolo comune del Subappennino dauno, Giuseppe D' Urso, che nel 1922 fondò a Rocchetta Sant' Antonio la sezione del Fascio. «Dai documenti, però - prosegue Cestaro - non emerge cosa accadde dopo. Non sappiamo, cioè, se Mussolini si recò a Rocchetta Sant' Antonio per ricevere il titolo di cittadino onorario oppure se una delegazione del consiglio comunale si recò a Roma per consegnarglielo». Nella ricostruzione si ricorda poi che alcuni mesi dopo la decisione del consiglio comunale, il promotore dell' iniziativa D' Urso fu perseguitato. «D' Urso fu perseguitato da famiglie locali - conclude Cestaro - che riuscirono ad impossessarsi della sezione del Fascio. Per la verità più che di una persecuzione politica, nei confronti di D' Urso si trattò di una vera e propria lotta per il potere».
(Repubblica — 07 agosto 2002 pagina 8 sezione: BARI )




